per le prenotazioni:
tel. 085/9493526 fax 085/9492816
info@cerranotour.com
responsabile booking: martina Cilli
(in caso di assenza: Bettina Ratzmann)
visita le nostre strutture relative ai borghi e al turismo rurale
Una regione e lo scorrere del tempo, come sabbia filtrata in una clessidra.
La mano dell’uomo ha prodotto segni indelebili: un patrimonio fantastico di monumenti d’arte, cultura, tradizioni.
Il passato che rivive tra città borghesi, ricche di storia e peculiarità architettoniche, con un assetto urbanistico non stravolto, con una coralità dell’edilizia abitativa e una stratificazione del costruito che danno ancora senso e qualità alla vita. Un passato raccontato dalla moltitudine di borghi in pietra viva, arroccati e sparsi tra i monti. Case strette l’una all’altra in un abbraccio difensivo delle popolazioni locali contro la pericolosità dei tempi. Una regione dove chiese, abbazie, eremi s’incontrano ai margini di boschi secolari, tra campi ancora seminati, o nel silenzio profondo di vasti altipiani e di pascoli verdi, su colline in vista del mare ricche di profumi delle stagioni, e parlano di leggende, di storie mai sentite.
Scrigni di tesori che s’aprono agli occhi del viaggiatore, i piccoli centri, luoghi d’incanto, dove scenografici scorci appaiono intrisi delle tinte della bellezza, quasi dipinti emozionali. L’Abruzzo con diciassette paesi nel Club dei Borghi più belli d'Italia è un viaggio tra luoghi d’incanto, in cui s’avverte il colore del tempo e il suono misterioso dell’antico.
Una regione che svela ad ogni passo “tesori” sconosciuti dove natura e arte si fondono e il senso della scoperta e dell’avventura è ancora una realtà. Una regione in cui la natura incontaminata del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Il Parco Nazionale della Maiella e Morrone ed il Parco Nazionale d’Abruzzo con i loro Borghi Più Belli’d’Italia quali anversa degli abruzzi, bugnara, castel del monte, castelli, citta' sant'angelo, civitella del tronto, guardiagrele, introdacqua, navelli, pacentro, pescocostanzo, pettorano sul gizio, pietracamela, rocca san giovanni, santo stefano di sessanio, scanno, tagliacozzo, villalago e la gastronomia locale fanno da magnifica cornice alla vita locale.
Quasi tutti i paesi abruzzesi, soprattutto quelli dell’interno (che sono la gran maggioranza) hanno un aspetto comune e caratteristico: chiusi ed arroccati sulla cima di un colle, con in alto il castello, la chiesa, la piazza e, intorno a degradare verso valle, le case, raccolte a cercare protezione. Sono quasi tutti di origine medievale: è in questo periodo, infatti, che l’Abruzzo assume quell’aspetto così unico e particolare che ha saputo conservare sostanzialmente inalterato sino ad oggi, e che rende il suo paesaggio come sospeso nel tempo. Visitare gli antichi borghi della montagna abruzzese significa entrare in un mondo diverso, dove ci si accorge che il tempo passa solo per i rintocchi dell’orologio del campanile, dove si vive ancora con la chiave sulla toppa di casa, dove il “tu” è immediato e diretto e l’asciutta concretezza della gente conduce subito al dunque, dove il ritmo della vita locale ti porta a riscoprire piaceri che pensavi scomparsi, dove la cucina ed i prodotti tipici del luogo sono spesso sorprese indimenticabili.
In questo scenario trova idonea collocazione l'offerta di una ospitalità alternativa, in antichi borghi e agriturismi per riscoprire in un breve soggiorno la qualità di una vita dimenticata dagli attuali ritmi moderni: un soggiorno nell'Abruzzo di un tempo, alla riscoperta di vecchie case contadine, di antichi borghi verde o arroccati sui monti, tra castelli, monasteri e Parchi naturali.
L'agricoltura abruzzese vive un'importante fase di trasformazione. Ha rivalutato il concetto di qualita’ sulla quantita’ ed ha riscoperto, nelle zone interne, le colture dello zafferano e dei legumi. Numerose aziende, inoltre, hanno sviluppato colture biologiche e biodinamiche a tutela dell'ambiente e della salute dei consumatori. In Abruzzo, dai tempi di Ovidio, l'olivo e la vite trovano il terreno ed il clima ideale per produrre vini e olii di grande qualita’.
I vini D.O.C. abruzzesi sono il Trebbiano e il Montepulciano. Il primo ha una vastissima zona di produzione e viene ricavato dal mosto fiore del vitigno omonimo. Ha colore paglierino, profumo delicato, vinoso, gradevole, sapore asciutto, sapido, vellutato e armonico. Il Montepulciano, gia’ decantato in epoca romana dal poeta Ovidio, viene prodotto in tutte e quattro le province abruzzesi. Ha colore rosso rubino con lievi sfumature violacee e tendente all'arancione con l'invecchiamento; profumo vinoso, tenue, gradevole; sapore asciutto, sapido, morbido, leggermente tannico.
A volte, vinificando l'uva di Montepulciano senza le vinacce, oppure con un leggero contatto con esse nelle annate di scarso colore, al Montepulciano d'Abruzzo si affianca la specificazione "Cerasuolo", a sottolineare il colore rosso ciliegia che lo caratterizza.
Le inconfondibili sagome degli ulivi sono una presenza consueta tra i dolci paesaggi delle colline delle province di Teramo, Pescara e Chieti. Prodotto dagli uliveti che dalle falde del Gran Sasso al mare e dai colli chietini ai piedi della Majella coprono le valli e le colline fino a 500 m di altitudine, l'olio extravergine di oliva abruzzese e’ di qualita’ elevata. La genuinita’, il sapore ed il profumo sono dati dalla spremitura meccanica a freddo delle olive. Alcune fattorie offrono anche l'olio d'oliva limonato. L’olio extravergine DOC prodotto in queste zone (in particolare a Loreto Aprutino, Campli, Moscufo, Lanciano, Fossacesia e Guardiagrele) regge il confronto con tutti i migliori olii italiani. Una tradizionale preparazione casalinga, diffusissima oggi anche nei ristoranti e che puo' riservare brutte sorprese agli incauti e' infine l’olio santo, un olio di prima spremitura nel quale viene tenuto a macerare del peperoncino.
L’allevamento piu' diffuso in Abruzzo e' quello ovino. Da cio' deriva l’importantissimo ruolo svolto nella gastronomia regionale dal pecorino (fresco o stagionato) e dalla ricotta di pecora, che e' possibile acquistare anche direttamente dai pastori. Tra le varieta' locali di questi formaggi segnaliamo la giuncata, fresca e profumatissima, delle montagne del Teramano. Ai piedi del Gran Sasso si puo' assaggiare il cacio (o pecorino) marcetto. Farindola e' il centro della produzione del caprino (o capruzzo) da consumare freschissimo. Un misto di latte bovino e ovino viene utilizzato per la produzione della caciotta, a volte insaporita con il peperoncino. Con il latte bovino (a volta misto con latte di capra) sono invece preparate le tradizionali scamorze, che molti abruzzesi chiamano pero' mozzarelle, da mangiare crude o cotte sulla brace o al forno. Sugli altopiani maggiori, e in particolare nella zona di Rivisondoli e Pescocostanzo, si preparano caciocavalli e latticini (trecce, bocconcini e fiordilatte) di ottima qualita'. Soprattutto nel Chietino, geograficamente piu' vicino al Molise e alla Puglia, si preparano burrelle o manteche.
I salumi occupano un posto d'onore nella gastronomia abruzzese sia per il gusto che per le varieta’ di lavorazione.
I piu’ importanti e caratteristici sono le Annoje, salsicce di trippa piccanti; le salsicce di fegato piccanti, diffuse in tutta la regione; le salsicce di sangue nell'aquilano; le salsicce matte fatte con cotiche e scarti nel chietino; il capicollo (lonza), diffuso in tutte le province; la ventricina, specialita’ del lancianese; la coppa, insaccato fatto con le cotiche, le cartilagini e le altre parti di seconda scelta del maiale lessate e aromatizzate.
visita le nostre
strutture relative ai borghi e al turismo rurale




















